






|  |
Le
due realtà ciclistiche isontine, da sempre rivali in campo agonistico,
hanno trovato un intesa: lAssociazione Ciclistica Pieris seguirà
la categoria esordienti e le donne sia esordienti che allieve, mentre il Pedale
Ronchese seguirà la categoria allievi, con lo scopo di unire le forze per
cercare di fare in modo che venga costituita una società di Juniores nellisontino.
Questaccordo è figlio di una chiacchierata fatta ad un corso
per direttori sportivi di terzo livello tenuto a Corva di Azzano Decimo in ottobre
del 2001, durante la pausa pranzo. Tutto sembrava finire con una lettera di chiarimento
sottoscritta dai direttori dellA.C. Pieris Nillo Canciani e Bergamasco Enrico
al Comitato Provinciale, senonchè dalle gare dei giovanissimi, alcuni genitori
di giovani atleti che erano (e sono tuttora) tesserati con il Nucleo Giovanile
Ciclistico Ronchi si iniziavano a porre un semplice ma profondo quesito: a Ronchi
e a Pieris, due paesi quasi limitrofi, ci sono due realtà ben definite,
con la loro storia e il loro modo di intendere il ciclismo; perché le due
società, in qualche modo, non cercano di costruire qualcosa assieme? Le
voci si fecero insistenti, arrivando a Nillo Canciani che nel frattempo era diventato
presidente dellAssociazione Ciclistica Pieris, il quale portò largomento
alla discussione del direttivo della Società. Vedendo la convinzione
del Presidente nel proporre la possibilità di un accordo, il direttivo
dellAssociazione Ciclistica Pieris valutò positivamente le parole
di Canciani, il quale metteva latleta al centro dellattività
sociale, e per questo cercava il modo per garantire ad un ragazzo che pratica
il ciclismo a livello giovanile una continuazione nella categoria Juniores, facendo
così tesoro delle critiche poste al ciclismo giovanile isontino dal Presidente
del Comitato Regionale durante quellottobre del 2001. Fu pensata la maniera
per unire lA.C. Pieris e il NGC Ronchi Pedale Ronchese in modo che
non si pensasse ad una bassa strategia di parte e, una volta trovato (non senza
qualche difficoltà!), il direttivo delegò Canciani assieme ad alcuni
direttori sportivi a recarsi presso la sede del NCG Ronchi Pedale Ronchese
per discutere il progetto di unità. Ronchi ciclistica fu scossa quando
Canciani enunciò gli argomenti che portava dentro da anni con una spontaneità
disarmante: non parlava per sé nè per la società di cui era
presidente, ma per tutto il ciclismo isontino. Giovanni Miglia, Alfio Agostinelli
e tutto il direttivo del NCG Ronchi Pedale Ronchese presero sotto seria
considerazione le parole del presidente dellAC Pieris, tanto che fissarono
subito la data per esprimersi in merito. Venne il giorno. Come a Ronchi così
a Pieris dovera fissata la seconda, decisiva, riunione tra i due direttivi,
lintroduzione venne portata da Liviano Folla, un genitore di un giovanissimo
tesserato con il NGC Ronchi, promotore delliniziativa. Giovanni Miglia presidente
del Pedale Ronchese, incaricato dal direttivo della Società di Ronchi ad
esporre i problemi che potevano nascere da questunione, non sottovalutandone
gli aspetti positivi, apriva la discussione valutando gli aspetti tecnici. Ad
interrompere lesposizione del presidente del Pedale Ronchese arrivava da
più parti una domanda sintomatica: siete daccordo con lidea
di un Progetto Ciclistico Isontino?. Alla risposta affermativa di Gianni
Miglia a nome di tutto il direttivo del Pedale Ronchese e con lassenso di
Alfio Agostinelli presidente del NGC Ronchi, tutti gli astanti si strinsero in
festa. Il primo, più importante, passo era stato compiuto e veniva suggellato
con la stretta di mano del presidente dellA.C. Pieris e del presidente del
Pedale Ronchese. Si poteva guardare al Progetto Ciclistico Isontino
non più come un qualcosa di aleatorio, ma come qualcosa su cui impegnarsi.
Unidea senzalcun dubbio buona, ma pur sempre un idea, era diventata
da quel momento uno scopo comune.
| |